Giovanni Brusca è libero - Wikipedia - Moralizzatore.it
L’uomo che azionò il telecomando a Capaci e uccise Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la scorta ha finito di scontare 25 anni.
Sono passati molti anni da quando i corleonesi capitanati da Totò Riina iniziarono una mattanza contro rivali criminali ed esponenti di giustizia per avere il controllo di Cosa Nostra.
I giudici Falcone e Borsellino hanno perso le loro vite, nel tentativo di riformare leggi, indagare e cercare di smantellare pezzo per pezzo i clan.
Tutta Italia conosce perfettamente il nome di Giovanni Brusca, il boia di Capaci, il capomafia che azionò il telecomando che innescò l’esplosione il 23 maggio del 1992.
L’uomo che rapì Giuseppe di Matteo, figlio di Santino di Matteo un membro di Cosa Nostra. Un ragazzino di 11 anni torturato per un periodo di circa 800 giorni nel 1993 e poi sciolto nell’acido.
A fine maggio sono trascorsi i 4 anni di libertà vigilata impostigli dalla magistratura di sorveglianza, ultimo debito con la giustizia del boss che si è macchiato di decine di omicidi e che , dopo l’arresto e dopo un primo falso pentimento, decise di collaborare con la giustizia.
Molti reputano che sia una condanna contenuta, rispetto all’enormità dei crimini commessi. Sono, infatti circa 150 gli omicidi che gli sono stati addebitati. Tuttavia la libertà è “guadagnata” grazie alla decisione di collaborare con la giustizia. Continuerà a vivere sotto protezione dello Stato, lontano dalla Sicilia, in una località segreta.
“Come cittadina e come sorella, non posso nascondere il dolore e la profonda amarezza che questo momento inevitabilmente riapre. Ma come donna delle Istituzioni sento anche il dovere di affermare con forza che questa è la legge. Una legge, quella sui collaboratori di giustizia, voluta da Giovanni, e ritenuta indispensabile per scardinare le organizzazioni mafiose dall’interno”. Lo ha detto Maria Falcone sorella di Giovanni Falcone, ricordando che Brusca “ha beneficiato di questa normativa, ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia che ha avuto un impatto significativo sulla lotta contro Cosa Nostra”.
“Il mio giudizio personale, come sorella di Giovanni Falcone oggi rimane distinto da quello istituzionale. Brusca è autore di crimini orrendi… e non trovo parole per esprimere il mio dolore e rabbia personale che altrettanto e ancora più grande sarà da chi ha subito questi orrori. Ma proprio per questo, oggi rinnovo il mio impegno, e quello della Fondazione che porta il nome di Giovanni, a continuare a lavorare per il rispetto della legge, fondamento della nostra democrazia”.
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