La nuova sindrome di Cenerentola - Freepik - Moralizzatore.it
Cenerentola è fautrice dell’ispirazione di patologie, sindromi ed epiteti di ogni genere. E anche per le nuove generazioni è presente.
C’era una volta la “classica sindrome di Cenerentola”. Ne ha parlato per la prima volta nel 1981 la psicoterapeuta Colette Dowling.
Questa sindrome si riferisce a una tipologia particolare di donne.
Ossia, tutte quelle che, spesso in modo non consapevole, desiderano essere accudite e sostenute da altri poiché temono la loro indipendenza. La tendenza ad affidarsi ad un “principe azzurro”, un uomo idealizzato, può però riservare brutte sorprese e l’innescarsi di schemi relazionali disfunzionali.
Le Cenerentole rischiano di cadere all’interno di un rapporto svilente con persone che, per rafforzare la loro autostima, le sminuiscono e le manipolano.
I tempi cambiano e sebbene ancora un grande numero di donne si sminuisca in attesa di un principe che le salvi, si è notato che specialmente dopo il Covid, Cinderella è tornata a colpire in un modo diverso.
Il mondo è cambiato molto, anche i modi di aggregazione e la socialità sono diversi. Si è sempre più social e si tende ad essere più presenti su internet che nella vita reale. Se ci pensate, spesso a tutti capita di vedere persone sedute insieme che fissano i loro cellulari incantanti.
Il fatto che i social, lo scrolling compulsivo e il bisogno di stare soli con il proprio telefono e lo streaming possa diventare un problema è un dato di fatto. Molte persone hanno riconosciuto di avere una certa dipendenza dalla tecnologia e dal telefono. Qui si inserisce la nuova sindrome di Cenerentola. Infatti, sempre più giovani donne escono con gli amici , ma preferiscono tornare a casa e mettersi a letto entro mezzanotte.
Secondo una ricerca di un marchio di prodotti per la cura della pelle, il 51% delle donne preferisce andare a letto presto dopo una serata fuori, il 44% preferisce trascorrere la serata a casa e solo il 5% afferma che la serata perfetta prevede di andare a ballare con le amiche. Secondo alcuni dati negli ultimi cinque anni, 400 locali notturni hanno chiuso a causa dell’aumento dei costi, della riduzione del reddito disponibile e di un netto calo generazionale della cultura del bere, dovuto in parte a una crescente consapevolezza degli effetti dell’alcol sulla salute mentale e fisica. Forse le persone non sentono il bisogno di uscire, perché l’aumento del lavoro da remoto ha indebolito la rete di connessioni fisiche e il bisogno di aggregarsi.
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