Il PD esulta per la vittoria di Green Book agli Oscar

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In attesa dello spoglio elettorale in Sardegna, per cui gli exit poll danno un testa a testa tra Zedda e Solinas, una buona notizia per il centro-sinistra sembra arrivare dagli Stati Uniti e, più precisamente, da Los Angeles. Infatti, la notte degli Oscar ha visto trionfare Green Book nelle categorie Miglior Film e Migliore Attore Protagonista. Com’era già successo per Sanremo, anche la kermesse hollywoodiana è diventata un terreno di rivendicazioni per i politici di casa nostra. In questo caso è proprio l’area di centro-sinistra ad essere maggiormente attiva nel commentare la vittoria delle prestigiose statuette per il film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali.

Come molti sapranno, la storia, tratta da fatti realmente accaduti, si basa su un viaggio on the road nel sud degli USA all’inizio degli anni ’60 di un famoso pianista Jazz di colore e un autista italo-americano. La pellicola affronta il tema del razzismo prima del Civil Right Act del 1964, quando la discriminazione e la segregazione razziale erano all’ordine del giorno e per viaggiare “senza seccature” era stato realizzato il Green Book, una guida in cui venivano segnalati ristoranti, motel e quant’altro dove gli afroamericani non correvano rischi.

Enrico Letta è stato uno dei primi a commentare il risultato cinguettando sul proprio profilo: “Vorrei dedicare la vittoria di Green Book e Rami Malek a Matteo Salvini La scena in cui l’italiano immigrato Tony Vallelonga si fa dare dell’ “italiano-mezzo negro” dal poliziotto razzista dell’Alabama andrebbe proiettata nelle nostre scuole“. Anche Matteo Richetti, numero due della mozione Martina per le primarie del PD, ha espresso il suo parere sulla propria pagina Facebook, scrivendo: “Quando sono uscito dal cinema dopo aver visto Green Book ho pensato che stanotte sarebbe potuta finire proprio così. Perché è un film bellissimo. Ma soprattutto perché è un film che insegna. Che essere ultimi è solo una questione di punti di osservazione. Che la ricompensa più importante da farci sempre riconoscere è la nostra dignità. Che l’arma più potente contro ogni violenza e discriminazione è l’amicizia che sappiamo offrire“.

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