Sofri-Calabresi: le gaffe di Lega e M5S (VIDEO)

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Nonostante siano passati più di quarant’anni, i nomi di Luigi Calabresi e di Adriano Sofri sono di nuovo uniti da uno strano destino. Questa volta però non c’entrano gli anni di piombo, il terrorismo politico, i servizi deviati e la strategia della tensione. Infatti i due, tra le personalità più rilevanti di quel periodo del nostro Paese, sono diventati più modestamente i protagonisti di alcune gaffe che hanno coinvolto i due partiti di governo: Movimento 5 Stelle e Lega. Il primo a essere tirato in ballo è l’ex commissario, padre dell’attuale direttore di Repubblica Mario Calabresi, il quale, durante un acceso confronto con Luigi Di Maio ha attaccato: “Lei ha citato una delle querele che mi ha fatto, mi pare che ne abbiamo un paio in corso, tre con Casaleggio. Ma quella di Marra gliela do, così me la rimanda corretta. Il problema è che avete fatto causa a un signore che si chiama Luigi Calabresi, mio padre, che non c’è più da quaranta e rotti anni. Dà l’idea dell’approssimazione con cui fate le cose”. 



 

Adriano Sofri è stato invece citato in senato dal leghista Pasquale Pepe che in Senato ha espresso il seguente auspicio: “A proposito di Sofri, caro ministro, spero che il presidente Bolsonaro finalmente lo assicuri alle patrie galere per i crimini schifosi che ha commesso qui in Italia”. Ad intervenire è stata quindi la vice-presidente Paola Taverna che non ha corretto l’equivoca ma si è limitata solo ad invitare il collega a rimanere “nell’ambito del provvedimento. La magistratura farà il suo dovere nell’ambito della sua attività”. Fortunatamente in questo caso il diretto interessato ha potuto replicare tramite la propria rubrica sul Foglio con un editoriale dal semplice ma inappuntabile titolo “Io, Adriano Sofri, non sono Cesare Battisti”.

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