Reddito di cittadinanza: chi ne ha diritto e come funziona?

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Con questa manovra aboliremo la povertà”, queste le parole che Luigi Di Maio ha usato in più di un’occasione per presentare il primo Documento di Economia e Finanza del governo giallo-verde. La misura che ovviamente spicca di più in questo senso è l’introduzione dell’ormai celebre reddito di cittadinanza, da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Molti si stanno quindi chiedendo di cosa si tratta esattamente e chi ne potrà godere. Purtroppo le risposte ancora non possono essere del tutto chiare, poiché ancora non è stato presentato un documento ufficiale e le dichiarazioni dello stesso Di Maio e altri esponenti pentastellati sono sembrate a volte confuse e contraddittorie.

Uno dei dati certi è la somma che verrà erogata che si attesta sui 780 euro, cifra individuata come “soglia della povertà”. Si tratta però di un reddito integrativo, ovvero non tutti avranno diritto all’importo completo ma il reddito totale dovrà essere di 780 euro. Per fare un piccolo esempio, se si guadagna 300 € si avrà diritto a 480 € di integrazione. Allo stesso modo, questa è una delle novità delle ultime ore, a chi possiede una casa verrà sottratto il presunto affitto risparmiato.

Potranno accederci tutti i cittadini italiani e i cittadini stranieri residenti da 10 anni nel nostro paese, per una platea totale di circa 6,5 milioni di persone. La durata sembrava inizialmente dover essere di 3 anni, ma dalle ultime notizie pare si stia abbassando a 18 mesi, mentre la possibilità di goderne è legata all’iscrizione ad un centro l’impiego, mettersi a disposizione per un massimo di 8 ore settimanali per lavori nel proprio comune. Infine, non si potranno rifiutare più di 3 offerte di lavoro.

Altra questione centrale è la stessa erogazione del reddito di cittadinanza. L’unica notizia sicura è che non verranno dati agli aventi diritto in contanti, ma si sceglierà o su un bancomat o sulla tessera sanitaria. Inoltre, stando sempre alle parole del ministro del Lavoro, non saranno permesse le “spese immorali”, frase che al momento ha scatenato l’ironia dei social, ma che sembra verrà dettagliata al momento della pubblicazione del Disegno di Legge collegato. 

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