Ecco cosa c’è nella “Manovra del Popolo”

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Uscendo dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare con i suoi militanti, Luigi Di Maio ha ribattezzato quella licenziata dal Consiglio dei Ministri di ieri la Manovra del Popolo dichiarando, tramite un lungo post Facebook, che: “Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l’Italia! Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al Reddito di Cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego..Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti.

Oggi è cambiata l’Italia! Ho degli annunci importanti da fare, collegatevi!

Pubblicato da Luigi Di Maio su Giovedì 27 settembre 2018

Anche il suo collega vice-premier Matteo Salvini esulta grazie alle “tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, famiglie, strade e Comuni, più soldi per i disabili, migliaia di assunzioni per le Forze dell’Ordine. Sono felice!

Pubblicato da Matteo Salvini su Giovedì 27 settembre 2018

Ma, quindi, cosa è contenuto nel Documento Economico e Finanza che anticipa la prossima manovra di bilancio? Tra i traguardi più significativi e sbandierati dai due leader della coalizione ci sono la possibilità di andare in pensione con la famosa quota 100, numero derivante dalla somma dell’età e gli anni di contributi, andando quindi contro la riforma Fornero del 2011. A questo si accompagna l’innalzamento delle pensioni minime a 780 euro. La stessa cifra è stata destinata al reddito di cittadinanza il quale, a dispetto del nome, non è un assegno universale che spetterà a tutte le persone disoccupate, ma saranno ancora da stabilire i requisiti per accedervi, oltre alla ricerca attiva del lavoro.

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Altro nome fuorviante è quello attribuito alla flat tax, che segnerà il suo debutto nel 2019 esclusivamente per le piccole imprese e lavoratori con partita Iva con prelievi del 15%, per poi, entro la fine della legislatura, andare a toccare le persone fisiche con due aliquote del 23% fino a redditi di 75mila euro e 33% oltre. Sono stati inoltre stanziati 1,5 miliardi per risarcire le persone che secondo la Consob sono stati truffati dalle banche. Alla casella entrate risultano invece la contestata pace fiscale, considerata da molti più simile a un condono, per chi ha pendenze col fisco fino a centomila euro e il taglio di circa 5 miliardi da destinare a vari settori del welfare, come sanità, scuola e assistenza, oltre al gettito ancora da quantificare derivante dalla spending review. 

Come annunciato la manovra sarà finanziata innalzando il rapporto deficit/pil al 2,4%. La notizia, in attesa del riscontro che l’Unione Europea dovrà dare il 16 ottobre, giudicandone l’ammissibilità, ha inquietato non poco i “mercati”. Infatti, all’indomani dei proclami del governo giallo-verde la borsa di Milano va in rosso del 4%, portando a picco i titoli bancari e vedendo aumentare i tassi d’interesse sui Btp a 10 anni oltre il 3%. 

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