Rocco Casalino protagonista della settimana tra maxi-stipendio e attacco al Mef

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Non è accettabile che non si trovano 10 miliardi del cazzo, non è che stiamo parlando di 200 miliardi..Il fatto che c’è questa resistenza significa che c’è qualcosa che non va..Se per caso dovesse venir fuori che all’ultimo ci dicono che i soldi non li abbiamo trovati, per il 2019 ci concentreremo soltanto a far fuori tutti questi pezzi di merda del Mef”. Queste sono le parole dell’ultimo capitolo di una settimana che ha vista come protagonista assoluto Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi e plenipotenziario della comunicazione del Movimento 5 Stelle. L’ex gieffino era infatti salito alla ribalta della cronaca politica, già dopo aver reso pubblico il maxi stipendio di circa 170mila euro di cui gode come portavoce e capo ufficio stampa.

La sua pubblica difesa,  affidata a un’intervista al Corriere della Sera, era stata la seguente: “Guadagno poco più di 6 mila euro netti al mese, è uno stipendio alto, non lo nego, ma è quello che è previsto per chi svolge il mio ruolo”. Casalino continuava quindi sulla differenza di reddito del suo diretto superiore, lo stesso premier Conte, dichiarando che: “La scorrettezza sta nel paragonare la retribuzione di una carica politica con quella di un professionista. Oltretutto la mia è in linea con quelle dei miei predecessori..Una anomalia dovuta al fatto che in anni passati la retribuzione del presidente del Consiglio era cumulabile con quella da parlamentare. È evidente che con me si sta giocando sporco”. Riferendosi al fatto che lo stesso caso si era verificato quando Renzi era premier e Filippo Sensi il suo portavoce.

Adesso però per il governo giallo-verde c’è da affrontare una grana più grossa rispetto a quella della pubblicazione dei redditi. Le parole di Rocco Casalino hanno unito le opposizioni del Partito Democratico e di Forza Italia che sono compatte nel chiedere le dimissioni del boss della comunicazione del Governo. A queste richieste compare una risposta a muso duro sul Blog delle Stelle: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse”, continuando, si legge nel post  che: “siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti) che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio”.

Più morbida è invece la linea adottata dalla componente leghista della coalizione, con il sottosegretario Giorgetti che minimizza con un: “Le parole di Rocco Casalino contro i tecnici del Mef sono gravi? Dipende se il portavoce ha il potere di cacciare i tecnici, e io non credo proprio che lo abbia”, concludendo con un sibillino consiglio a Giuseppe Conte “basta non avere il portavoce, come non ce l’ho io”.

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