Decreto Milleproroghe: ecco cos’è previsto per i vaccini

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Con una votazione finale di 285 favorevoli, 106 contrari e 4 astenuti, è stato approvato dalla Camera il cosiddetto decreto Milleproroghe su cui il governo aveva posto la Fiducia e che adesso deve passare in terza lettura al Senato. Nonostante l’ostruzionismo del Partito Democratico che ha obbligato i deputati ad una notte in bianco tra i banchi di Montecitorio, sono stati confermati i solidi numeri della maggioranza giallo-verde. Ma, entrando nel merito, cos’è e cosa prevede questo decreto Milleproroghe? Il primo a introdurre questo strumento fu Berlusconi nel 2005 ed è diventato una prassi dei vari governi che si sono succeduti da allora, per rinviare la scadenza di alcune leggi molto diverse tra loro. I temi su cui operare sono decisi dal Consiglio dei Ministri e hanno subito efficacia, ma devono essere comunque ratificati da entrambi i rami del parlamento entro 60 giorni.

In questo caso, il governo presieduto da Conte è intervenuto prorogando, tra le altre: la possibilità per i diciottenni di accedere al bonus Cultura, l’attuazione delle nuove disposizioni sulle intercettazioni telefoniche dell’ex Guardasigilli Orlando, il mantenimento dell’operazione Strade Sicure, il taglio di circa 1,1 miliardi stanziati per le periferie dal governo Gentiloni e altre norme ancora. L’argomento che sta facendo più discutere è però quello riguardante i vaccini, una materia diventata ormai centrale nel dibattito pubblico italiano.

Infatti, nel maggio 2017, l’ex titolare del ministero della Salute Beatrice Lorenzin aveva stabilito con un altro decreto la possibilità dell’iscrizione alla scuola materna e all’asilo solo per i bambini già vaccinati. I genitori potevano produrre all’inizio dell’anno un’autocertificazione resa valida però successivamente dal certificato delle Asl da presentare nel marzo successivo. La nuova ministra in quota Movimento 5 Stelle, Giulia Grillo, avevo provato a introdurre la “obbligatorietà flessibile” eliminando la presentazione dei certificati ufficiali, dando validità piena alle auto-dichiarazioni. Questa disposizione però era stata realizzata solo tramite una circolare ministeriale che, non avendo la stessa forza legale di un decreto, non era passata. Con il decreto Milleproroghe si è quindi prorogata la validità dell’autocertificazione che sarebbe dovuta scadere a settembre dell’anno scolastico in corso e permettendo quindi, di fatto, la possibilità di evadere l’obbligo.

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