Vinitaly giorno tre. Politici anonimi e problemi barocchi

in Cultura/gastronerie di

All’arrivo in fiera, nel terzo giorno, proprio all’ingresso, incrocio Massimo D’Alema.

E’ un tuffo nel passato, nei tempi in cui esisteva ancora una qualche forma sinistra e i politici serbavano ancora un minimo di contegno. 

Solo ed isolato, il buon D’Alema sembra proprio volersi perdere e godere di qualche assaggio di buon vino. Chissà…

Anche perché -sospetto- nessuno è stato informato del suo arrivo. 

Del resto, l’ archeopolitica non tira. 

Quest’incontro mi fa sentire vecchia. Ma al Vinitaly non c’è spazio per le paturnie. 

E’ un attimo e subito mi riprendo, un sorso di Cortese e via, diretta al Padiglione Sicilia per l’incontro “Vini Doc Sicilia e Palermo: insieme per la cultura” . 

La mia amatissima città, è al centro di questo interessante appuntamento  dove il Presidente del consorzio Sicilia doc Antonio Rallo, presenterà le varie iniziative promosse nell’anno di Palermo Capitale della Cultura. 

Apre l’incontro il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dichiarando che: “fino agli anni ottanta, io non mi sarei mai sognato di comprare vino siciliano. 

Quando andavo in campagna nelle proprietà di famiglia ero costretto ad elogiare per cortesia i vini prodotti localmente, che in effetti erano terribili”. 

Qui scatta l’empatia con il sindaco perché è successo a tutti noi che proviamo a lavorare con il vino, di dovere mandar giù per cortesia esemplari non potabili di oscure bevande. 

Palermo è la città culturalmente più avanzata d’Europa” prosegue il sindaco- “perché ha saputo trovare la forza dello slancio nel periodo buio in cui versava; dai momenti peggiori si trova la forza di migliorare. Come Scriveva Friedrich Hölderlin : dove c’è pericolo, cresce anche ciò che salva

A proposito di cultura, prende la parola Peter Paul Kainrath, vice presidente di Manifesta, una delle più importanti biennali d’arte contemporanea che transiterà a Palermo. 

Kainrath fa eco ad Orlando nell’elogiare la rinascita e la svolta cultura di Palermo, sottolineando di aver trovato alla fine un valido aiuto e supporto: “dopo qualche problema barocco, l’amministrazione ha comunque dimostrato di essere in grado di supportarci

Problema barocco… non oso immaginare le peripezie affrontante dall’organizzazione della biennale con l’obsoleta mentalità della nostra amministrazione. 

Ma l’ altoatesino  Kainrath, sempre misurato ed elegante, non si sarebbe mai lasciato andare ad un “siete arretrati come un Nokia 3210, c’avete avuto ‘na botta de culo incredibile” quindi liquida la questione con un raffinatissimo problema barocco. Che classe. 

Il Word Wine Symposium è l’altro importante evento collaterale di Palermo capitale della cultura, che vede la collaborazione di 9 università internazionali tra cui Bordeaux, ideato per promuovere lo sviluppo della cultura agroalimentare internazionale. 

Nel frattempo Coldiretti, organizza la sfilata dei Vini dei Vip: 

Da Gianna Nannini a Zucchero, da Jarno Trully a Oliviero Toscani, Jerry Scotti e Joe Bastianich. 

E sorpresa sorpresa Massimo D’Alema, che insieme alla moglie, conduce l’azienda La Madeleine con una produzione di 45 mila bottiglie. 

Ecco svelato l’arcano. Non era in visita da fruitore ma da produttore. 

In parata, il NarnOt 2012, il cui nome è la crasi dei due paesi della provincia di Terni su cui si estende il regno vitato dell’ex presidente del consiglio: Narni e Otricoli nella provincia umbra di Terni. 

Un Cabernet Franc in purezza che dichiara 14,5 gradi, al costo di circa 30 euro a bottiglia. 

Un vino dal naso tipico del vitigno bordolese, con un ricco bouquet di frutti di bosco e liquirizia e note vegetali, una bocca dal tannino misurato, di buona persistenza. 

All’improvviso l’ex baffo mi fa quasi simpatia, completamente tagliato fuori dai grandi giochi, ha pensato bene di fare vino. 

Questo non è affatto male, un pò gigione forse, ma non ti aspetteresti nulla di diverso da chi per anni ha fatto politica. 

La seconda parte della giornata è dedicata agli assaggi, un salto in Sardegna, una planata in Toscana ed una beccata alla Lombardia, passando per Friuli e Marche. 

Ma questa è un’altra storia, ne riparliamo domani con un resoconto degli assaggi più interessanti. 

E magari chissà, potrei sempre incontrare Achille Occhetto. 

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Classe 1983. Avvocato di mestiere e sommelier per vocazione, oggi addetta alle vendite ed al servizio in sala. Nel 2013 la svolta: dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Palermo e l’abilitazione all’esercizio della professione, abbandona la via forense per intraprendere quella dell’aceto. Nel tempo libero adora bere, leggere, mangiare e tormentare amici e conoscenti sull’importanza di “bere consapevolmente”. Non chiedetele qual è il suo vino preferito (ne ha uno all’ ora) né quanti anni ha (fatevi il conto). Ama follemente la sua terra, il vino, la musica e Miles Davies. Gesù Cristo è il suo idolo.

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