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Premio Tenco: Le due facce di Sanremo

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Tutti conoscono e ricordano il jingle “Perché Sanremo è Sanremo… (ta-ta-ta-ta-da-da) ”.

Forse non tutti sanno che il palco del teatro Ariston ha due facce.

La prima e più gettonata (oggetto ancora oggi di sanguinose lotte per gli spazi pubblicitari) è quella del caro Festivàl, l’altra un po’ più dimessa, ma anche più accattivante, è quella legata al premio dedicato a LUIGI TENCO, in altre parole la Rassegna della canzone d’autore di Sanremo.

Passatemi le irrituali maiuscole, però Luigi Tenco è stato davvero un artista dalle grandissime qualità nella storia della musica nazionale e non solo un ragazzone incline alla tristezza.

Viene da chiedersi: «Che c’azzecca Sanremo con la canzone d’autore?».

Sembra strano pure a me, ma vi assicuro che a Sanremo fanno pure musica di una certa qualità e che non vanno solo i tipi con le scimmiette ed i Jalisse (ricordiamo che anche Modugno ed Elio con le Storie Tese, hanno calcato lo stesso palcoscenico).

La qualità dunque è la stessa che la 41° edizione del Premio Tenco intende proporre anche questa volta.

Al di là dell’ouverture del 19 ottobre che vedrà protagonista Giuliano Sangiorgi – voce e mente creativa dei Negramaro (sfortunatamente questa volta non si tratta di vino), la prima delle serate vedrà avvicendarsi sul palco i vincitori delle Targhe Tenco 2017.

La targa per il Disco in Assoluto è andata a Claudio Lolli, vincitore con l’album “Il Grande Freddo” (per intenderci, Lolli è l’autore di quel capolavoro di canzone intitolata “Ho visto anche degli zingari felici”); Brunori SAS, è vincitore della targa Miglior Canzone con il pezzo “La Verità”; il collettivo La Stanza di Greta con l’album “Creature Selvagge” si è aggiudicato il riconoscimento per la sezione Opere prime.

Per la sezione Interpreti di canzoni non proprie vince Ginevra Di Marco con “La Rubia canta La Negra”, sebbene a contendersi il premio, fossero presenti anche Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata con l’ispirato progetto a due mani “Un mondo raro”, 10 splendide tracce scritte ed interpretate in omaggio a Chavela Vargas.

La seconda giornata dal respiro più internazionale, vedrà avvicendarsi sul palco oltre a Massimo Ranieri  con L’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Mauro Pagani (autore delle musiche di quel patrimonio dell’umanità che è l’album “Crêuza de mä”), il fado portoghese di Camané nonché Juan Carlos Flaco Biondini, storica chitarra e seconda voce del Guccini nazionale.

La serata finale sarà dedicata al vincitore del Premio Tenco Artista dell’anno Vinicio Capossela, seguito da Sergio Cammariere, Ex-Otago e Bobo Rondelli. Il calendario completo della manifestazione, è consultabile sul sito www.premiotenco.it.

La storica kermesse dedicata alla memoria di uno dei più grandi autori della canzone italiana, vede ancora avvicendarsi musicisti di grande livello e spessore, spesso in aperta antitesi alla più grande manifestazione realizzata in quel di Sanremo. Se infatti il Festival della canzone italiana rispecchia spesso in modo tragico le inclinazioni musicali del belpaese, il premio Tenco racchiude invece il meglio della nostra produzione musicale, lontano da fiori sgargianti, gossip e farfalline alla Belèn.

Avreste mai pensato di vedere BRUNORI SAS salire sul palco dell’Ariston? Io onestamente, no. E la cosa mi piace tantissimo.

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Classe 1983. Avvocato di mestiere e sommelier per vocazione, oggi addetta alle vendite ed al servizio in sala. Nel 2013 la svolta: dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Palermo e l’abilitazione all’esercizio della professione, abbandona la via forense per intraprendere quella dell’aceto. Nel tempo libero adora bere, leggere, mangiare e tormentare amici e conoscenti sull’importanza di “bere consapevolmente”. Non chiedetele qual è il suo vino preferito (ne ha uno all’ ora) né quanti anni ha (fatevi il conto). Ama follemente la sua terra, il vino, la musica e Miles Davies. Gesù Cristo è il suo idolo.

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