Vinitaly 2017: Più spazio a produttori e addetti ai lavori. Tante novità ed un grande ritorno in Sicilia

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16La nuova edizione del Vinitaly, pur mantenendo la sua veste eterogenea nel flusso dei visitatori, ha però mostrato un lato maggiormente organizzato e composto.

Più spazio per gli operatori di settore,  un layout più professionale e lontano dal caos al quale eravamo abituati; un grande impegno da parte di Verona Fiere che ha parzialmente accolto le rimostranze degli operatori nel corso delle precedenti edizioni.

Il nostro viaggio si concentra nel Padiglione  Sicilia, oggetto di un sempre crescente interesse da parte di turisti, buyers e consumatori.
Partiamo  dalla cantina Gorhi Tondi che presenta il nuovo nato della casa:“BabBìo” vino bianco dotato di un accattivante petillant, nato dal connubio di vitigni aromatici e del damaschino (vitigno quasi dismesso nell’impiego dei bianchi siciliani).  L’etichetta ricorda le mattonelle delle cucine dei nostri nonni ed il nome strizza l’occhio allo scherzo ed al metodo di produzione biologico. Il naso è fresco con note floreali e minerali, il sorso regala una beva leggiadra e moderatamente pungente. Un vino perfetto per i caldi aperitivi  siciliani.

Nuovi arrivi anche in casa Tasca D’Almerita : ecco il Contessa Franca Brut 2010.

L’etichetta scura ricalca lo stile liberty di tutti gli spumanti di casa Tasca, ma si distacca in quanto a complessità e piacevolezza. Dopo una posa di 60 mesi sui lieviti, il Contessa Franca si presenta con un finissimo perlage ed un bouquet aromatico complesso e di grande finezza. In bocca, un finale lunghissimo ed una bella freschezza, regalano un sorso avvolgente e di grande piacevolezza.

Colpisce per sapidità e freschezza, il metodo classico millesimato da uve grillo delle cantine Di Legami. Azienda a conduzione biologica, presenta per il secondo anno in fiera, il proprio metodo classico, figlio dell’enolo e socio Sebastiano Polinas. Beva vellicante e fresca, ottima sapidità ed equilibrio per questo grillo spumante dall’assoluta tipicità.

Interessante anche l’assaggio del  perricone Berlinghieri: vino rosso di buona struttura, e spiccata sapidità; un’interpretazione autentica del sempre più apprezzato vitigno autoctono. 

Un nuovo ingresso tra i rossi siciliani è il perricone Granmassenti 2015 dell’azienda Feudo Disisa che  ci regala un’interpretazione diversa e meno spigolosa del classico perricone.  Il  naso si schiude con prominenti note floreali e fruttate di fragoline, mirtilli ed amarene ed accenni speziati per regalare al sorso una beva piena ed avvolgente.

Le uve nero d’avola e nocera provenienti dalla tenuta Baronaia della famiglia Planeta, ci regalano la prima vendemmia del Mamertino 2015: vino fresco e straordinariamente territoriale dal corredo aromatico carico di frutti rossi spezie ed erbe per un sorso lineare, di buona freschezza e straordinaria sapidità.

Dopo cinque anni di ragionata assenza, torna al Vinitaly la cantina Pellegrino, presentando la nuova linea vini proveniente dai possedimenti di famiglia.

Degustiamo le nuove vendemmie del grillo Salinaro, del Dianthà  e del Gibelè,  per finire poi con il syrah Rinazzo ed il Tripudium rosso.  Scopriamo così vini bianchi di grande freschezza, intensi, dinamici tipici ,riconoscibili e dalla piacevolissima beva e rossi di grande struttura, a volte  spigolosi ma dal tannino centrato e succoso.

Un buon livello qualitativo ed un ottimo rapporto qualità/prezzo fanno da corredo  ai vini provenienti dalle tenute della famiglia Pellegrino che, se da un lato strizzano l’occhio al gusto dei consumatori, dall’altro si esprimono al meglio in tutta la loro  franchezza e  territorialità.

Riserviamo l’ultimo assaggio al vino prefillossera dell’azienda Feudo Montoni di Fabio Sireci, il Vrucara: paradigma del nero d’avola di stile, s’impone già alla vista con un rubino intenso e cupo ed un bouquet complesso, ricco di frutti rossi surmaturi, spezie e carruba che precedono profonde note di pelliccia, cuoio e sottobosco. Il sorso pieno e di centrata tannicità, regala al gusto una grande  persistenza e strascichi di isolana  opulenza.

Al termine del viaggio, il bilancio è più che positivo: tante piacevoli novità ed altrettante conferme denotano  il comune intento dei produttori di apportare costanti migliorie sia nella  qualità  del vino siciliano che nella sua promozione. 

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Classe 1983. Avvocato di mestiere e sommelier per vocazione, oggi addetta alle vendite ed al servizio in sala. Nel 2013 la svolta: dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Ateneo di Palermo e l’abilitazione all’esercizio della professione, abbandona la via forense per intraprendere quella dell’aceto. Nel tempo libero adora bere, leggere, mangiare e tormentare amici e conoscenti sull’importanza di “bere consapevolmente”. Non chiedetele qual è il suo vino preferito (ne ha uno all’ ora) né quanti anni ha (fatevi il conto). Ama follemente la sua terra, il vino, la musica e Miles Davies. Gesù Cristo è il suo idolo.

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