Quel feroce orrore che ha scosso le coscienze di molti

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Sembrava essere un venerdì sera come un altro quello appena trascorso a Palermo: l’inizio del weekend, il divertimento e il riposo.

Ma, fatto giorno, una notizia sconvolge l’intera città. Nella notte di venerdì si è consumato un feroce orrore, che ha scosso le coscienze di molti. Marcello Cimino, clochard di 45 anni, è morto dopo essere stato bruciato da un uomo che, incappucciato, lo ha colto mentre dormiva cospargendolo di benzina per poi appiccare le fiamme.

La disumana esecuzione è stata ripresa, a insaputa dell’assassino, dalle videocamere di sorveglianza di una struttura di accoglienza gestita da frati.

Non sono passate 24 ore e l’assassino è costretto a costituirsi. “È vero. Sono stato io” avrebbe confessato.

Secondo alcune indiscrezioni avrebbe scatenato l’ira di Giuseppe Pecoraro, benzinaio 45enne, il sospetto di essere tradito dalla moglie a causa delle insidie di Cimino.

L’intolleranza è figlia dell’assenza di cultura e di valori

Purtroppo, episodi del genere si verificano con  frequenza sempre maggiore all’interno della nostra società, che subisce i duri colpi di una crisi di valori, che però essa stessa genera.

Discriminazione, razzismo e violenza sono all’ordine del giorno e l’intolleranza, che emargina i meno fortunati e che genera spesso episodi di disumana violenza, sta diventando una delle peggiori piaghe sociali. Ed è così, per un sospetto, che si uccide un uomo. Così, per gelosia, ci si arroga il diritto di distruggere una vita.

Cimino è vittima della crudeltà, dell’efferatezza di un vigliacco che lo ha colto nel sonno, senza concedergli alcuna possibilità di difesa e di salvezza. Il trionfo della disumanità in un istante fatale, che lascia l’amaro in bocca e che fa perdere ogni speranza. La speranza di vivere in una società in cui vigono il rispetto per la vita altrui, la tolleranza, il dialogo, la competenza di chi possiede il ruolo di educare le nuove generazioni. Forse sarebbero queste le strade giuste da seguire, ma in tanti sembrano ignorare l’esistenza di valori, in una società che da un lato promuove la solidarietà, dall’altro la fa a pezzi, quando il più forte calpesta il più debole, quando ci si dimentica di essere umani. Ma lo sappiamo bene ormai: progresso è regresso.

 

 

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Classe 1988, nata a Palermo. Laureata in Lettere Moderne, dopo un'esperienza a Milano, studia Teorie della Comunicazione presso l'Università di Palermo. In campo universitario si è occupata con passione di ricerche antropologiche. Due grandi passioni: stare a contatto con la gente e raccontare. La collaborazione con Moralizzatore è il primo passo verso nuove avventure

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