Ecco come Roma ci spiega che la Destra e la Sinistra esistono ancora

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Ormai destra e sinistra non esistono più.” “Noi non siamo né di destra né di sinistra, siamo oltre.” “Destra e sinistra sono due categorie superate.” Quante volte abbiamo sentito queste frasi nel periodo storico e politico che stiamo vivendo?  Le parole destra e sinistra, apparentemente dal sapore sempre più novecentesco, ormai sembrano spesso percepite come un fastidio sia dagli elettori che dai politici.

Ad esempio Giorgio Gaber, che fu uno dei primi a giocare su questo confine, reso sempre più labile da eventi storici di portata internazionale tra cui la caduta del Muro di Berlino e la conseguente fine del comunismo del 1989, nella sua canzone “Destra-Sinistra” del 1994, sosteneva: “che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.

Nonostante tutto però questo schema non sembra del tutto superato e per rendercene conto basta vedere quello che è successo a Roma in questa settimana.

Iniziamo da chi per eccellenza rifugge da questa distinzione, ovvero il Movimento 5 Stelle. Virginia Raggi, eletta sindaca di Roma lo scorso giugno, sin dal suo insediamento vive il suo mandato nell’occhio del ciclone. Uno degli ultimi episodi che l’ha riguardata in prima persona è stata la sua presenza accanto ai tassisti che manifestavano in tutta Italia e in particolare a Roma contro il decreto milleproroghe che sospende fino a fine 2017 l’entrata in vigore di nuove regole restrittive riguardanti Uber e NCC.

Desta qualche sorpresa questo atteggiamento da parte di un membro autorevole dei pentastellati, in quanto questo movimento sembrava vedere nel web la speranza di un mondo migliore grazie alla possibilità di un nuovo modello di economia e la democrazia diretta. Tanto che proprio Gian Roberto  Casaleggio, co-fondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento anti-casta, si augurava presto la fine del servizio dei Taxi. Ma, si sa, i tassisti votano (Uber no) e l’hanno dimostrato proprio alle ultime comunali romane…

Non mancano le giravolte e i cambiamenti di posizione anche rispetto al famigerato stadio della Roma. All’inizio tutti pensavano che la giunta fosse contraria a ogni forma di grande opera; poi l’assessore all’urbanistica Berdini si è dimesso per protesta rivelando che ormai si era già deciso che lo stadio sarebbe stato fatto; quindi la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Il comune di Roma ha posto un vincolo sulla tribuna dell’ex ippodromo, offrendo in questo modo una possibile scappatoia al Comune di Roma rispetto alle decisioni già assunte; infine da Genova è calato Beppe Grillo per dire alla Sindaca cosa fare. Ma nonostante tutto questo non è stata ancora presa una posizione netta.

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha invece indetto un concorso per l’assunzione di «medico disciplina Ostetricia e Ginecologia da destinare al settore Day Hospital e day Surgey per l’applicazione della Legge 194/1978». In questo modo per la prima volta i vincitori del concorso non potranno dichiararsi obiettori di coscienza, garantendo così alle donne romane la possibilità di esercitare il loro diritto all’interruzione della gravidanza. Questo bando ha sollevato più di una polemica da parte della CEI, della ministra della Salute Beatrice Lorenzin, e dell’Ordine dei Medici del Lazio poiché, si sostiene, la stessa legge 194 prevede il diritto all’obiezione. Zingaretti sembra però risoluto nell’andare avanti e tenere il punto, dichiarando che: “la nostra è un’iniziativa per rendere davvero applicata una legge dello Stato”.

Il Lazio cambia.

Pubblicato da Nicola Zingaretti su Martedì 21 febbraio 2017

Abbiamo fatto questi due esempi perché a nostro parere illustrano con chiarezza due diversi atteggiamenti.Da una parte Zingaretti fa riferimento ad uno schema di valori preciso basato su destra e sinistra (fu la sinistra a volere la legge per l’interruzione della gravidanza e la destra promosse invece il referendum per la sua abolizione) e in base a questo prende delle decisioni chiare e comprensibili, anche se ovviamente soggette a critiche da parte di chi ha una diversa opinione.

Dall’altra la sindaca Raggi, che appartiene invece ad un movimento che rivendica il superamento degli schemi definiti obsoleti, sembra più impegnata a ricorrere gli umori dei suoi elettori, che proprio perché trasversali in tutti gli strati della cittadinanza non sono omogenei fra di loro. Per questo motivo le sue prese di posizione sembrano spesso contraddittorie e fino all’ultimo non si riesce a capire quale sarà la sua decisione finale.

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