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Renzi a Messina per il SÌ, l’animale da palcoscenico

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Il 22 ottobre 2016, la città di Messina ha ospitato il premier Matteo Renzi per una conferenza, prima alla sede dell’ Università Centrale e poi al Palazzo della Cultura, riguardo alla campagna referendaria, promuovendo lo slogan “basta un SÌ”. Replicherà giorno 23 alle 14.30 al Polo Annunziata dell’ Università degli studi.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è presentato con un’ora di ritardo al Teatro del Palacultura di Messina, già gremito di gente della più svariata età. Accolto da applausi e bandiere del partito sventolanti, è entrato in scena (come vedremo il riferimento non è causale) scusandosi per il ritardo e affermando: <<Mettiamo le cose in chiaro, abbiamo pochissimo tempo perché dobbiamo lasciare la struttura>>. Neanche l’uso del plurale majestatis è casuale, captatio benevolentiae  direbbe un suo famoso concittadino. Il Premier ha esordito con la comunicazione della firma del Patto di Messina che prevede lo stanziamento di ben 778 milioni di euro per città e provincia. Da dietro partono le contestazioni, immediatamente gelate dal premier stesso con la frase: <<se potete, litigate dopo>>.

“Sono molto grato alla Sicilia per il lavoro di accoglienza svolto in merito alla questione migranti”

Continua ancora Renzi, informando gli astanti della presa decisione riguardo la città che, per la prima volta, il 26 e 27 Maggio 2017, ospiterà il G7. Non si tratterà di Firenze – come, tra l’altro, egli aveva precedentemente annunciato – ma sarà Taormina (ME) ad essere incoronata per due giorni “capitale del mondo“. Il repentino cambiamento è dovuto al fatto che, spiega lo stesso Premier

Ho sentito dire che la Sicilia è solo Mafia.

Il Matteo che ci toglie il sonno non è Matteo Salvini, è Matteo Messina Denaro

Dopo questo preambolo si entra nel vivo del discorso e il Presidente si lascia andare ad un elenco dei vari governi succedutisi dall’ 82 ad oggi – modulando tono e tempistica da vero cronista sportivo – spiegando che tutti hanno detto di voler cambiare le cose ma

Dopo 30 anni, solo noi abbiamo fatto la Riforma

I 5 punti fondamentali su cui verterà il Referendum del 4 Dicembre sono:

  • superamento del bicameralismo paritario;
  • riduzione del numero dei parlamentari;
  • contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni;
  • soppressione del CNEL;
  • revisione del titolo V della parte II della Costituzione

Le risposte sono SI o NO, non c’è scritto <RITENTA SARAI PIÙ FORTUNATO>

Si concede un pizzico di ironia il Premier, che riprende con la battuta “Nemmeno i Pokémon trovo così facilmente come qualcuno a cui non piace il CNEL”. E sembra anche a suo agio nelle vesti, rubate, da capocomico anche quando interagisce a tu per tu con il pubblico.

Successivamente, reindossate le vesti da politico, si scaglia contro il Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), che pare abbia paragonato l’Italia al Venezuela – “voleva dire Cile” precisa sarcastico Renzi – di Pinochet.

“Paragonare l’Italia ad una realtà dittatoriale può anche essere concepito come un attacco al Presidente del Consiglio, ma è un’offesa all’Italia intera”

Interrotto da contestatori per delucidazioni in merito al fantomatico “ponte”, si dice già pronto a far partire i lavori, ammettendo che non è possibile che al Nord ci sia tutto e al Sud niente

“O siamo italiani sempre o non lo siamo mai”

E dopo una nuova – si spera ultima – promessa, la Salerno-Reggio Calabria ultimata e completata entro – e non oltre- il 22 Dicembre 2016, termina la conferenza con uno slancio patriottico e oserei nazionalista

Se vince il SÌ, se cambia l’Italia saremo più forti tutti.

Viva Messina Viva l’Italia!

Qui il nostro speciale sul referendum con tutti gli articoli che cambiano

 

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Calabrese della provincia di Cosenza. Diplomata al liceo scientifico, ora vive a Messina, iscritta al corso di laurea di Scienze dell'Informazione e giornalismo. La sua ambizione più grande è quella di diventare una firma importante e reporter nei Paesi maggiormente disagiati per raccontare storie di vita quotidiana, mai ascoltate e mai banali.

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