Sicilia, l’On. Gennuso confermato deputato regionale: la Corte di Cassazione condanna l’ARS

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Come si ricorderà il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana in sede giurisdizionale aveva accolto due ricorsi elettorali ed aveva annullato parzialmente le operazioni elettorali per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Sicilia (Ars) disponendo il rinnovo delle operazioni elettorali in alcune sezioni dei comuni di Rosolini e Pachino.

Essendo rimaste ineseguite le due sentenze venivano proposti due ricorsi per ottemperanza davanti allo stesso CGA; il CGA, riuniti i ricorsi, li accoglieva, dichiarava l’obbligo dell’Amministrazione Regionale , in persona del suo Presidente, di dare esecuzione alla sentenze rese inter partes, nominando per l’ ipotesi di ulteriore inottemperanza commissario ad acta il Prefetto della Provincia di Siracusa.

Avverso quest’ultima sentenza proponeva ricorso innanzi la Suprema Corte di Cassazione l’Assemblea Regionale Siciliana, in persona del suo Presidente On.le Ardizzone, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendone l’annullamento perchè asseritamente affetta da eccesso di potere giurisdizionale, ritenendo che il CGA avesse travalicato i limiti esterni della propria giurisdizione.

Si costituiva in giudizio l’On. Pippo Gennuso, rappresentato e difeso dall’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso, con condanna dell’ARS al pagamento delle spese giudiziali.

La Suprema Corte di Cassazione, condividendo integralmente la tesi dell’Avvocato Rubino, secondo cui la statuizione in ordine alla ripetizione delle operazioni elettorali non era stata disposta con la sentenza impugnata, ma con le precedenti sentenze oggetto del giudizio di ottemperanza, ha rigettato il ricorso proposto dall’ARS condannando quest’ultima anche al pagamento delle spese giudiziali in favore di Gennuso, nella misura di cinquemila euro, oltre accessori. Pertanto l’On.le Gennuso resterà in carica in qualità di deputato regionale, mentre l’On.le Pippo Gianni resterà definitivamente fuori dall’ARS.

Sarcastico il commento del difensore di Gennuso, avvocato Girolamo Rubino: “dopo la sconfitta al CGA il Presidente dell’ARS ha proposto l’abolizione del CGA, chissà se dopo la sconfitta in Cassazione proporrà l’abolizione di ulteriori organi giurisdizionali?

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Classe 1980, agrigentino è giornalista pubblicista. Finiti gli studi, si iscrive in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Catania, per poi trasferirsi all’Ateneo di Palermo. Collabora dapprima con la testata Corriere Informazione, Inizialmente si occupa principalmente di politica interna e di fatti di cronaca locale e nazionale. La sua caparbietà lo porta a collaborare con varie testate nazionali, e locali. Da piccolo rimane influenzato dai fatti di cronaca che hanno condizionato la Sicilia e l’Italia intera. Con la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nasce dentro di sé la consapevolezza che “giustizia” e “giornalismo” sono due concetti strettamente legati. Inizia a studiare e rimane colpito dalle storie di giornalisti uccisi dalla mafia: Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Beppe Alfano, Mario Francese e tanti altri. Attualmente è cofondatore e direttore responsabile di Scrivo Libero News, un portale di informazione online della provincia di Agrigento; un giornale “giovane” che rappresenta un punto di vista libero e obiettivo nel panorama dell’informazione locale. Il suo sogno nel cassetto è quello di “restare” a vivere ad Agrigento, terra di pirandelliana memoria, dalle mille contraddizioni, ma dall’incontenibile fascino “mediterraneo”.

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